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PIANO REGOLATORE DELL'ILLUMINAZIONE PUBBLICA (PRIC)

Lo strumento utile ai comuni per fare dell'illuminazione pubblica un completo ed efficace servizio per la città ed i cittadini è il Piano Regolatore dell'Illuminazione Comunale o PRIC.
Le finalità del PRIC sono:

  • la razionalizzazione dei costi di esercizio e di gestione degli impianti,
  • il risparmio energetico mediante l’impiego di apparecchi e lampade ad alta efficienza
  • regolazione del flusso luminoso e la limitazione dell’inquinamento luminoso ottico.

Spesso gli impianti di illuminazione pubblica sono stati realizzati diversi anni fa sotto la spinta di necessità contingenti o di occasionali disponibilità economiche da parte dell’amministrazione locale più volte trascurando le tecniche emergenti sull’efficienza energetica dei nuovi dispositivi di illuminazione e quindi non sempre l’impianto è stato realizzato mediante le più moderne procedure progettuali e tenendo correttamente conto della complessità ed articolazione del territorio urbanizzato.

Da qui l'esigenza di un nuovo strumento di pianificazione urbana come il PRIC, in grado di integrarsi con il Piano Regolatore Generale con l’obiettivo di armonizzare l'illuminazione pubblica rispetto allo sviluppo e alle trasformazioni del tessuto urbano, in un'ottica generale di una pianificazione organica e quindi volto ad un processo di ottimizzazione degli ammodernamenti impiantistici evitando interventi frazionati, parziali o episodici con diseconomie e conseguenti sprechi di risorse pubbliche.

Il PRIC deve essere redatto dal Comune indipendentemente dallo stato di proprietà dell’impianto di illuminazione pubblica. In caso di piena proprietà il Comune può direttamente usufruire dei benefici indotti e cioè risparmio energetico, manutentivo e conseguentemente con un vantaggio economico.

In caso di parziale o nessun vincolo di proprietà il Comune può indirettamente usufruire dei benefici indotti in due modi. Se il PRIC e fondamentalmente redatto secondo i principi del bilancio costi/benefici, il canone pagato al gestore-proprietario che è obbligato a seguirne le direttive nei modi e nei tempi stabiliti dallo stesso piano, può essere ridotto in misura della migliore economicità dei costi di esercizio sia nel senso di una compressione dei consumi energetici, sia nella limitazione delle spese di manutenzione per la più alta affidabilità impiantistica che ne consegue.

Un secondo aspetto di cui il Comune può beneficiare si riferisce alla parte delle vere e proprie prestazioni dell’impianto nel migliorare la qualità dell’illuminazione e adeguarla agli standard previsti dalla normativa in tutti i suoi aspetti sia territoriali, sia rispetto alla qualità ambientale nel quale l’impianto deve adeguarsi.

In sintesi, indipendentemente dallo stato giuridico dell’impianto di illuminazione pubblica con il PRIC il Comune ne può trarre solo benefici.

La legge regionale 27 marzo 2000, n. 17 e la successiva sua integrazione inserita nella Legge regionale n. 38 del 21 dicembre 2004, obbliga i comuni di dotarsi del Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale sia per gli impianti esistenti, sia per le nuove installazioni.

La Regione Lombardia, in base alle leggi sopraindicate, opera un’azione di vigilanza circa l’ottemperanza delle disposizioni riguardanti il PRIC. La Delibera della Giunta Regionale n. 8950 del 3 agosto 2007 dispone invece le linee guida per la redazione del piano.

Il PRIC si compone di una parte analitica, una progettuale e una gestionale.


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