| La fonte idraulica è senza dubbio una delle fonti energetiche rinnovabili di tipo più tradizionale.
La produzione di energia elettrica da fonte idraulica si basa su un livello tecnologico molto maturo la cui caratteristica di maggior spicco è rappresentata dalla durata nel tempo delle opere di tipo civile connesse agli sbarramenti necessari per poter disporre di un dislivello utile.

A livello mondiale l’energia da fonte idroelettrica copre circa il 20% di tutta la produzione.
Uno dei fattori limitanti il suo impiego è lo sfruttamento spinto che è stato conseguito soprattutto nei paesi più industrializzati, Italia compresa, che ha avuto come conseguenza la saturazione della disponibilità di questa risorsa limitatamente a quanto attiene agli impianti di grande potenzialità.
Unitamente a questo aspetto è anche da rimarcare che, nonostante la totale assenza di emissioni inquinanti nell’aria, i grandi impianti idroelettrici comportano l’esecuzione di importanti opere idrauliche necessarie al loro funzionamento (dighe, sbarramenti, condotte forzate, ecc.) il cui impatto sul paesaggio, sulla difesa del territorio e sugli usi irrigui delle acque è alquanto rimarchevole.

Dall'esperienza si può con ragione affermare che oggi l’impatto dei progetti idroelettrici è ben compreso. Bisogna quindi identificare e adottare misure di mitigazione e di compensazione adeguate, in modo da garantire che qualsiasi progetto rappresenti un utile netto per le popolazioni interessate.
Esistono sistemi per migliorare i processi di pianificazione e la qualità delle decisioni assicurando che le preoccupazioni sociali e ambientali siano integrate nella fattibilità economica e tecnica.
L’industria idroelettrica ha molte ragioni perché tutti gli interessati, compresi gli organismi di regolamentazione, i finanziatori e i gruppi d’interesse competenti, cooperino per sviluppare e rispettare norme volte a garantire procedure equilibrate e ragionevoli di pianificazione, costruzione e gestione delle centrali idroelettriche.
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